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Quando rimango in Italia, mi porto dietro un lavoro, alcuni sogni, un titolo da ingegnere, una passione quasi latente per la chitarra, un po' d'amore, un piercing all'ombelico, uno schermo che, dicono, impedisca di leggere i miei pensieri, e forse un'aria di rilassante e talvolta indisponente nichilismo.
Come orientamento sessuale, mi piacciono le donne e, se e' quella giusta, una basta e avanza. Oltre a cio' canoa, cavallo e corda d'arrampicata si alternano nei momenti liberi.
In Italia il tempo scorre un po' piu' lento, pero' mi piace, apprezzo il fatto di avere tutto a portata di mano e disprezzo il fatto che molti siano depressi o inaciditi per lo stesso motivo...
Quando viaggio, quindi, non vado alla ricerca di qualcosa che mi manca. Mi piace scorazzare per il mondo e li' mi porto dietro i miei sogni e le mie passioni. Assieme a cio' mi porto dietro una macchina fotografica, l'immancabile Dissenten, delle scarpe robuste e un po' di coraggio.
Viaggio e so che non saro' mai un'indio, un pigmeo, un masai, lo so.
Viaggio e non credo nelle varie accezioni di "mal d'Africa". E' una sensazione che credo possano provare solo dei veri esploratori in posti veramente estremi, come deserto e foresta. Oppure la si possa provare solo bendandosi gli occhi e talvolta confondendo il pittoresco e l'etnico con la poverta', la miseria e lo sfruttamento.
Diffido di chi gioca a fare l'antropologo o l'etno-studioso (l'etnico e' una parola che va di moda), senza aver mai messo piede in altre terre. O di chi vuol salvare o tutelare popoli remoti senza neanche sapere come siano fatti. Tendenzialmente sono contro chi vuole rinchiudere un indiano in mutande in una riserva, per andare ad osservarlo e studiarlo.
Versione 'trekking'
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Versione 'birra'
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Personalmente giro per conoscere il mondo, e anche me stesso. Quello che ho capito e' che dietro a bei paesaggi da cartolina e dietro ad uno sguardo e ad un volto sorridente, c'e' tanta umanita', sofferenza e dolore.
Cio', per me, da un valore doppio a quel sorriso, e giustifica il "mal d'Occidente" di quello sguardo piu' che il mio "mal d'Africa".
Per questa e per altre ragioni ho deciso, nel Novembre 2004 (Messico del Nord) ed in seguito nel Dicembre 2005 (Brasile, Bahia)
di fare qualcosa in più per gli altri ed anche per me, partecipando come volontario
del Servizio Civile Internazionale a progetti di sviluppo locale. Ricordiamocelo: un'altro mondo è possibile...
Ho voluto presentarmi cosi', attraverso alcuni dei miei pensieri. Per il resto anagraficamente mi chiamo Giorgio, Giorgio D'Ambrosio per completezza, ed ho 33 anni (ogni volta che aggiorno
la mia età sul sito mi fa specie, ma mi accorgo felicemente di condividere sempre le stesse idee...).
Per finire, come tutti quanti, ci sono cose che amo ed odio. Odio il buonismo, la falsita', il prendersi troppo sul serio ed il lamentarsi sempre, caratteristiche tipiche di buona parte delle persone del mondo 'occidentale'. A volte, quindi, mi odio da solo...
Amo riscoprire la poesia, i regali inaspettati, e qualche persona in giro per il mondo. A qualsiasi monumento umano preferisco quelli naturali.
Per finire, se c'e' qualcuno da ringraziare per come vivo le mie giornate oggi, e' strano a dirlo, ma e' sinceramente cosi', e' la mia famiglia.
Soprattutto mia mamma, la mia nipotina Martina ed il nuovo arrivato Gabriele. La prima in ogni parola che dice, la seconda scoprendo la vita ed il terzo in tutta la sua vivacità, mi trasmettono gioia di vivere.
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