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Ecuador - Diario di viaggio

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Ecuador
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Diario di viaggio

Non viaggio mai senza il mio diario.
Uno deve sempre avere qualcosa di sensazionale
da leggere sul treno.

Oscar Wilde (1854-1900)

Traggo dal mio diario alcune pagine, si riferiscono al mio soggiorno presso il Rio Pastaza, nella foresta ecuadoriana.
E' difficile rendere i colori del mio ricordo, ma spero che possa trasparirne almeno l'immagine...

Alla scoperta della selva...

Gli aspetti più sorprendenti della selva primaria ecuadoriana sono senz'altro legati alla sua rigogliosità ed abbondanza. il clima, così generoso di acqua e di calore, costituisce un ambiente ottimale per la crescita della vegetazione e, di conseguenza, per tutta la fauna che da essa trae vitalità.

Le piante stesse nascondono segreti che l'uomo ha saputo conoscere e sfruttare per ogni aspetto della vita quotidiana. Innanzitutto i frutti: i banani riversano i loro rigogliosi frutti naturalmente un po' ovunque (caschi a terra, marciti, diventano cibo per mosche e moscerini), il limone-mandarino cresce spontaneamente in mezzo alla selva, le palmeras presentano un cuore (la parte bianca interna e tenera) commestibile e saporito, le palme da cocco (il cui frutto ha la dimensione di un crosso cocomero marrone con bozzoli cosparsi di spine, e cresce vicino al suolo. L'interno è bianco e gelatinoso, ma saporito...) si perdono nella selva, dalle mille forme. Da altri alberi più alti pendono papaye. Delle piccole piante dalle foglie vellutate nascondono all'interno il nido di formiche, la cui parte bianca, più grassa, è commestibile, con sapore di limone.

Guardandosi attorno, ovunque si scorgono frutti pendenti da alberi, e anche fiori dai mille colori: bianchi, gialli, rossi. Questa foresta è proprio una esplosione di forme, e di colori.

L'acqua, che d'altronde abbonda nei numerosi rii ed è particolarmente limpida, è più facilmente reperibile incidendo i grossi bambù, che all'interno di ogni nodo contengono fino ad un litro di acqua pura.

Le piante sono poi usate per usi medicinali. Specie di ortiche sono usate per ravvivare la circolazione sanguigna, percuotendo la pelle. Stessa funzione ha la corteccia di un altro albero, usata per curare le varici.

Incidendo la corteccia di un altro albero, si ottiene il sangue didrago, liquido rosso, gelatinoso, usato come repellente per gli insetti, protezione della pelle e per cicatrizzare le ferite.

Dalle numewrose piante è possibile ottenere, per distillazione, liquori. La canna da zucchero è facilmente coltivabile e fornisce il prezioso elemento. Numerosi sono anche i tè e gli infusi di erbe usati come medicinali o per curare, mediante impacco, dolori articolari agli arti.

Due piante sono usate per le loro doti allucinogene: il guanto e l'hayahuasca. Vengono consumati in infuso, oppure fatti esiccare e fumati con tabacco. La hayahuasca è estremamente più forte, e provoca allucinazioni, dopo una fase di vomito catartica, per circa tre giorni. L'uso non ha una funzione prettamente rituale, ma serve a scacciare il 'diavolo' e gli spiriti malvagi, portatori di malanni, dal corpo. Ha quindi funzione medicinale.

Mariano, lo sciamano, mi ha raccontato in un castellano appena comprensibile, la sua ultima esperienza con l'hayahuasca. Si sentiva a tratti culebra (serpente) e a sprazzi nuovamente uomo, con tutto il corpo però percorso di serpenti. Aveva anche la lingua biforcuta, ed una sensazione a metà tra la paura, quando era uomo, e il piacere, la naturalezza, quando era serpente.

Altre piante forniscono frutti, da cui si spremono i semi, il cui succo viene usato per dipingere, soprattutto il corpo. Semi di piante dai frutti spinosi, forniscono il colore rosso. Pietre fangose e argillose danno la tinta ocra e talvolta azzurra. Un'altra pianta produce un inchiostro nero, usato per tatuaggi sul viso e sulle guance. In generale i disegni usati per dipingere il corpo sono geometrici.

La foresta fornisce anche il 'pene vegetale'. La pianta è così soprannominata per la liana che produce, la cui parte terminale, tagliata, oltre ad avere una forma che ricorda un pene, viene usata in infuso, con altre foglie, come corroborante energetico e come afrodisiaco maschile. E' detto anche il viagra della foresta. Analoga funzione hanno per le donne dei piccoli arbusti, dalle foglie simili ad alghe.

La foresta primaria offre all'uomo anche la possibilità di pesca (piccoli pesci). In ogni caso i fiumi sono più cammini da percorrere in piroga, che fonte di sostentamento. Scarsa invece è la possibilità di caccia, effettuata con cerbottana e steli ricavati dal legno.

Altro albero è la balsa, morbido e di facile incisione, per statue e piccoli oggetti. Un'altra palma fornisce invece il legno più duro della foresta, che si dice avere un cuore d'acciaio, usato per costruire piroghe. Il legno per le capanne abbonda. Il loro tetto viene costruito con foglie di palmeras, la migliore soluzione per la pioggia e l'umidità della selva.

Impressionantissima è la minuscola vita del suolo. Se ci si sofferma, la terra fangosa sembra muoversi e così gli alberi, mossi da una minuscola, incessante vita. Si tratta delle migliaia di insetti: le formiche tagliatrici di foglie, gli insetti foglia, gli insetti-stecco, le migliaia di specie di ragni e tarantole, tutti, rigorosamente, velenosissimi... Analogamente questo è l'habitat ottimale per centinaia di specie di serpenti.

Tutto quello che c'è attorno costituisce un insieme di vita e di morte, dai suoi pericoli e dai suoi rimedi vegetali.

La sera , il cicalare è un rumore continuo, interrotto talvolta da monologhi più forti di grilli e cicale. Uccelli che fischiano, gridano a volte, gracchiare di rane. E' quel rumore naturale, imprescindibile, che non ti fa perdere nel silenzio, seppure per ogni orecchio abituato sia silenzio, tutto ciò...

Ho ancora vivo il ricordo di Mariano, e del rito di purificazione a cui mi ha sottoposto. Percuoteva l'aria con un mazzo di foglie e chiudendo gli occhi misembrava di sentire la foresta animarsi, scossa dal vento. Questo gesto era poi accompagnato da un canto penetrante, da un distillato di radici e dal fumo del tabacco....



 
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