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India

Indice
India
Introduzione
Scheda informativa
Cartina
Itinerario
Nuova Delhi
Haveli
Deshnoke - Bikaner
Jaisalmer
Dintorni di Jaisalmer
Jodhpur
Mount Abu - Ranakpur
Udaipur
Kumbalgarth - Chittorgarh
Pushkar
Sanganer - Amber
Jaipur
Dintorni di Jaipur
Agra
Goa
Compagni di viaggio
Diario di viaggio
Musica
Letteratura
Tutte le pagine
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Il lago Pichola ed il Jag NivasIl lago Pichola ed il Jag Nivas'Incredible India', recitano le pubblicità turistiche che invitano a conoscere questo paese. Ed è proprio così, un paese che sorprende ovunque si rivolga lo sguardo, nel bene e nel male, un miscuglio di razze, religioni, colori, sapori, unico al mondo. E, giorno dopo giorno, si scopre che dietro al caos della vita indiana esiste un ordine tutto suo...

L'India lascia spazio a diverse tipologie di viaggio. Le regioni da me visitate in questo primo approccio sono il Rajasthan, terra dei maharaja, e Goa, evocativa terra tropicale.

 


Introduzione

La dolce libertà è il tuo solo legame
diventa profumato, tu che sei senza odore;
da' la forma alla tua informità;
fòrgiati, cuore mio;
brucia, mio dolce cuore!

Sumitranandan Pant - Brucia mio dolce cuore


Dicembre 2007 - Gennaio 2008... Incredible India!

Tempo addietro, ordinai una guida fotografica dell'Argentina e, con somma sorpresa, mi vidi arrivare una guida sull'India. Interpretando il tutto come segno del destino, rifiutai il cambio, misi quel libro in scaffale, lo dimenticai, finchè la sua forza si risvegliò per ispirare un mio viaggio.

Beh, in India prima o poi ci sarei andato, sicuro, comunque mi sembrava un'asimmetria della vita avere una guida di viaggio di un paese e non averci mai messo piede... E così quel libro mi ha indotto al viaggio in India, verso le parti, lo ammetto, piu easy del subcontinente indiano: Rajasthan e Goa.

Con queste premesse, uno si aspetta che il viaggio in India gli cambi almeno la vita, visto anche l'alone di misticismo che questa terra evoca. Ebbene no, non ho intrapreso un percorso mistico, nè commerciale (import-export artigianale indiano vanno molto), nè Goista (cioè impegnarmi a vita a fare il meno possibile nelle spiagge di Goa). La mia vita post-India prosegue beatamente come prima...

Però ho risentito del fascino di questa terra, dove ogni attimo, ogni situazione, ogni atmosfera è così 'indiana', non so come definirla, unica ed indigena di questo paese... Come dire, se sei in India, te ne accorgi subito e come...

Che poi sia una terra da amare o da odiare (nel senso buono), è un'altro discorso... La sensibilità personale a dare una risposta. Molto fascino, ma non è tutto rose e sari...

La vita per molti indiani è proprio dura, e, ciò che più è grave, il senso di religiosità (o di filosofia, parlando di induismo) sembra averli plagiati verso una pacifica accettazione di questa insopportabile situazione...


Scheda informativa

Queste informazioni sono aggiornate al 1-7-2008 e sono tratte dal bellissimo sito www.turistipercaso.it.
Per avere informazioni piu' aggiornate vi rimandiamo infatti al buon Patrizio Roversi e Syusy Blady, seguendo il link: Turisti per Caso - india

Nome in lingua locale:
Bharat _ Baharat Juktarashtra
Governo:
Repubblica federale
Superficie (Km²):
Km 3.287.590
Popolazione:
970.600.000
Densità della pop. (abitanti per Km²):
299 ab. Per Km2
Capitale:
Nuova Delhi
Lingue utilizzate:
Sedici lingue, compreso l'Hindi e L'Inglese (uff.)
Religioni:
Induisti 80,3% Musulmani sunniti 8,2% Musulmani Sciiti 2,8% Cristiani 2,4% Sikhs 2% Buddisti 0,7% Gianisti 0,5%
Gruppi etnici:
Gruppi Indoariani 72% Dravidi 25% Mongolidi 3%
Moneta:
Rupia Indiana
Fuso orario:
+5:30
Prefisso telefonico:
0091
Corrente elettrica:
230V* 50 Hz C , D * in qualche area e' usata la corrente continua.
Documenti necessari per l'accesso:
È necessario il passaporto in corso di validità e il visto

Ambasciate e consolati in Italia:
Via XX Settembre, 5 00187 Roma Tel.06/4884642- Fax 06/48904470
Consolato: Via Larga,16 20122 Milano Tel.02/8690314-8057691 Fax 02/7200226

Ambasciate e consolati in loco:
New Delhi 50, Chandra Gupta Marg Chanakyapuri - N.D. 110021
Tel. 009111 6114355 - Fax 6873889

Calcutta (Bengala Occidentale) 3, Raja Santosh Road - Calcutta 700027
Tel. 009133 4792414 e 4792426 - Fax 4793892

Mumbay "Kanchanjunga" - 72, Dr. G. Deshmukh Road (Pedder Road) - Mumbai 400026
Tel. 009122 3804071 / 3804073 / 3874072 / 3872342 Fax 3874074

Chennai (Ex Madras) c/o Ashok Leyland Linited - 19, Rajaji Salai - Madras 600001
Tel 009144 5341110 - Fax 5341136

PanjimGuala Closures (India) PVT. LTD D-1 Sesa Ghor - Patto Panjim Goa 403001
Tel 0091832 230697/8 - Fax 229907
Email e siti Internet: italy@cal2.vsnl.net.in consmumb@bom5.vsnl.net.in


Cartina

A continuazione e' riportata una cartina schematizzata dell' India, per chi si accontenta.

Cliccando su di essa, o sul link sotto indicato, potrete invece visualizzare una cartina politico-fisica in ottimo dettaglio: Download cartina India (260kb circa)

Cartina IndiaCartina India

Courtesy of The General Libraries, The University of Texas at Austin http://www.lib.utexas.edu/maps

 


Itinerario

Il mio viaggio in India mi ha visto arrivare a Nuova Delhi, la caotica capitale. Da qui in autobus verso la regione degli haveli, il Shekhawati, a visitare le case dei mercanti. E poi il vero Rajasthan, la terra dei Maharaja e dei templi induisti e gianisti. Bikaner è stata una delle tappe verso Jaisalmer, la porta del deserto.

Poi verso Jodhpur (la città azzurra), concedendosi una deviazione non molto affrontata dai viaggiatori: il Mount Abu. Qui, dopo giorni di polvere e deserto, cambia la vegetazione e si respira un po' di aria di montagna.

E poi le altre città: Udaipur (la città bianca), Pushkar (la città sacra), Jaipur (la città rosa) con le loro pittoresche attrazioni. Per finire: Agra ed il monumento più famoso dell'India: il Taj Mahal.

Ma il mio viaggio non termina qui. Dopo due settimane a correre nel Rajastahn un aereo mi ha portato da Nuova Delhi verso Goa. E finalmente un po' di relax nel Goa del Sud, ad Agonda, Palolem,... con l'unica preoccupazione di cambiare ogni giorno spiaggia ed ogni sera bar.

A continuazione riporto il mio itinerario completo, per un soggiorno durato in tutto tre settimane circa.

 

RAJASTAN
- Delhi
- Mukungarh
- Bikaner
- Jaisalmer
- Jodhpur
- Mount Abu
- Ranakpur
- Udaipur
- Pushkar
- Jaipur
- Agra

GOA
- Agonda
- Palolem


23 Dic.
24 Dic.
25 Dic.
26-27 Dic.
28 Dic.
29 Dic.
30 Dic.
31-1 Gen.
2-3 Gen.
4-5 Gen.
6 Gen.


7-10 Gen.
11-14 Gen.

 

 


Nuova Delhi

 

Il primo impatto con l'India è rappresentato dall'arrivo a Nuova Delhi. Spalmata su una superficie enorme, accoglie il visitatore subito con la caoticità, la provvisorietà e l'inquinamento della grande metropoli indiana.

 

Qutab MinarQutab Minar


Il grande boom economico dell'India sembra una mera fantasia, percorrendo la strada che conduce dall'aereoporto alla città.

 

Famigliola indianaFamigliola indiana


Per il resto, le principali attrattive si trovano sparse per la città. Il Qutb Minar, il minareto voluto da Qutab-u-din Aibak per simboleggiare il potere dell'Islam, la Tomba di Humayun, la tomba di Ghandi, la porta dell'India.

 

 

 

Moschea Jama MasjidMoschea Jama Masjid

 

Nel mio breve soggiorno a Nuova Delhi, l'impatto più forte è stato rappresentato dalla Moschea Jama Masjid. Non tanto per la moschea di per se, la più grande dell'India, ma per il gigantesco mercato antistante.

 

 

MercatoMercato

 


Qui, nella sporcizia più totale, mercanti, mendicanti, allevatori si fondono con le loro mercanzie ed i loro respiri. Si vede di tutto: dalle capre, alle mucche che si cibano di cartone, alle più inimmaginabili deformazioni fisiche.

 

Tomba di HumayunTomba di Humayun

 

 

 

L'impatto è scioccante: nella miseria, si trascinano per strada persone sul punto di morte accanto all'indifferenza di tutto il resto del mercato.

 


Haveli

 

E passiamo ad esplorare la regione Nord del Rajasthan, ovvero la regione degli haveli. E' la regione di Shekhawati, i cui paesi più noti sono Mandawa, Ramgarh, Fatehpur and Nawalgarh.

Haveli - Interno cortileHaveli - Interno cortile

 

 

 

Paesi tutto sommato abbastanza miseri e polverosi, arricchiti però dalla bellezza degli haveli, ovvero le case dei mercanti.

Per stradaPer strada

 

 

Gli haveli, riccamente decorati con colori naturali ed abbelliti da magnifici portali in legno, erano costituiti da due cortili, attorno ai quali erano disposte una serie di stanze.

 

 

HaveliHaveli

 Nel cortile più interno abitava il mercante e la sua famiglia, mentre in quello più esterno venivano alloggiati i caravanserragli di passaggio, con il quale il mercante sviluppava i suoi traffici.

 

Haveli - DettaglioHaveli - Dettaglio

 

 

 

Regione di ShekhawatiRegione di Shekhawati

 

 

Alcuni di questi haveli sono in stato di abbandono, mentre altri, restaurati o adibiti ad altre attività (ostelli, centri,..) mostrano in pieno la loro bellezza.

 


Deshnoke - Bikaner


Poi ci si sposta e, dopo aver fatto indigestione di haveli, si affrontano gli altri tormentoni del Rajasthan: fortini di Maharajà e templi, nelle modalità giainista ed induista...

Topini sacri di DeshnokeTopini sacri di Deshnoke


Tra i più noti vi è il tempio induista Karni Mata di Deshnoke, ovvero il 'Tempio dei Topi'. Di per se il tempio è un po' anonimo, ma la caratteristica è che qui il topo è l'animale sacro e viene nutrito, accarezzato e riverito, mentre è libero di scorazzare tra i piedi dei devoti.

 

Tempio di DeshnokeTempio di Deshnoke


Niente paura, trattasi di simpatici ratti domestici, con i quali si familiarizza in fretta.

 

Decorazioni giainisteDecorazioni giainiste


Per il resto la leggenda vuole che la mistica Karni Mata, reincarnazione della divinità Durga, aiutasse i poveri e avesse la sua bella schiera di seguaci. Per screzi vari tra divinità che non sto a raccontarvi, i secondi, passati a miglior vita, si sono reincarnati nei famosi topolini sacri...

 

 

 

Forte di BikanerForte di Bikaner

 

Jawar, suicidio collettivo delle MaharaniJawar, suicidio collettivo delle Maharani


Continuando in zona, da non perdere il forte di Bikaner. Come in tutta l'India, consiglio di 'affittare' un bell'indiano (che, inutile a dirlo, abbondano davanti ai posti più famosi) che vi porti a spasso e vi spieghi qualcosa, altrimenti sarà semplicemente aggirarsi da una sala ad un cortile senza capire nulla.

 

Ghats di KoyalatGhats di Koyalat


Qui mi ha colpito il rapporto con l'acqua, lusso per il Maharajà e per la popolazione. Tanto che, nel forte, esiste una stanza della pioggia, dipinta a nuvolette, dove i servi facevano grondare l'acqua dal soffitto, simulando la pioggia, e dove il Marahaja si godeva il fenomeno, altresì raro in quelle regioni. Mah, vallo a raccontare agli scozzesi...

 

Sadu (santone)Sadu (santone)

 

 


E poi, per cambiare un po', fatevi un giretto ai ghats (gradinate sacre sul lago) di Koyalat.

 

Altro santone...Altro santone...

 

Un posto tutto sommato tranquillo, poco visitato dai turisti, in cui vi capiterà di scambiare qualche parola con qualche sadu (santone) e scoprire che con loro si può anche parlare del più e del meno...

 


Jaisalmer


Poi, non può mancare una visita di Jaisalmer, probabilmente la città che più mi ha affascinato di questo Rajasthan.
Abbarbicata su un colle, sorge come città fortificata ai margini del deserto, e si fonde con i colori e lo scenario circostante.

Città nuova vista dalle muraCittà nuova vista dalle mura

 

 

 

Dentro le mura, nei vicoli dall'aspetto labirintico, si respira un'India diversa. E anche un'aria... Perchè, almeno qui, le sempre strombazzanti auto indiane non riescono a passare. Comunque, tra tuk-tuk, motorette e vacche sacre anche a Jaisalmer c'è sempre un discreto ingorgo...

Haveli di JaisalmerHaveli di Jaisalmer

 

Forte di JaisalmerForte di Jaisalmer

 

 

Un consiglio: cercate di dormire all'interno delle mura, possibilmente in qualche ostelluccio che dia direttamente sulle mura esterne. Quando vi sveglierete al mattino vi sentirete dei piccoli maharaja (e maharani, per le femminucce...)

 

 

Simpatica famigliolaSimpatica famigliola

 

 

A pavoneggiarsi...A pavoneggiarsi...

Ultima nota: pare che per motivi idrici e fognari, la città stia sprofondando. Mentre il governo indiano pare abitare su un'altro pianeta e gli indigeni hanno prima da risolvere il problema dell'indigenza giornaliera, gli inglesi (sensi di colpa?) hanno lanciato una campagna 'Salviamo Jaisalmer'...

 


Dintorni di Jaisalmer

 

Nei dintorni di Jaisalmer, dove vale la pena fermarsi qualche giorno, tante possibilità di gite e di visite.

Bada Bagh - CenotafiBada Bagh - Cenotafi

 

 

Tra le più gettonate, il giro in cammello nel deserto. Esperienza che non ho provato, ma a detta di chi ho incontrato, esperienza frustrante e molto turistica (carovane di tour-operator si riversano qui) se fatta in giornata, mentre assai più memorabile se fatta in più giorni, bivaccando e montando il campo nel deserto... Indi, tenetevi un po' di tempo...

Bada Bagh - CenotafiBada Bagh - Cenotafi

 

 

Per chi invece non vuole spostarsi troppo, da scegliere tra Amar Sagar, Lodhruva, Bada Bagh, Gadi Sagat, Vyas Chattary.

 

Templio di LodhruvaTemplio di Lodhruva

 

 

 

Meritevoli sono Ludhruva, dove si trova un tempio giainista, e Bada Bagh, cenotafi (ovvero tombe) reali, che mi hanno stupito per la loro leggiadria e tranquillità.

 

Templio giainistaTemplio giainista

 

E per cambiare tema (tanto di dettagli turistici son piene le guide), alcune note sulla cucina del Rajasthan: la mucca è l'animale sacro agli indù, il maiale è l'animale impuro per i musulmani. Detto ciò, si capisce perchè nei pochi ristorantini (o, stando ai nostri standard, 'posti dove si può mangiare') non vegetariani, ci sia solo come carne un po' di pollo rinsecchito o del montone di dubbio sapore. Per me, che all'epOca del viaggio ero un discreto carnivoro, la cosa ha pesato un po'...

'Happy indian''Happy indian'

 

 

 

Per il resto, la cucina vegetariana indiana è varia, almeno, nei nomi, ma molto spesso si tratta dello stesso piatto 'base' che cambia nome a seconda della spezia usata per cucinare.
Comunque la formula migliore è ordinare in gruppo (non come da noi: ognuno mangia il suo...): condividere un insieme di piatti e mangiarli con riso, perchè spesso i piatti vegetariani sono dei masala (salse, sughi, per noi...) difficili da mangiare da soli...

Templio giainistaTemplio giainista

 

 

 

Templio giainistaTemplio giainista

 

E poi , se anche voi doveste essere un po' stufi, il mio consiglio è di imparare da subito alcuni piatti-chiave: il 'cheese naan' (sorta di piadina, con il pane cotto nel forno tandoor, al formaggio), le egg Pakora (semplici uova fritte), le Finger chips (ovvero patate fritte), e i vari kebab (varianti seekh, mara, mutton), parenti di quelli turchi, ma che si presentano, spesso, come spiedino di carne.

 


Jodhpur

 

Ed eccoci Jodhpur, detta anche la città azzurra. Questo per la colorazione tipica di molte delle sue case.

Jodhpur, la città azzurraJodhpur, la città azzurra

 

 

 

Un tempo, il colore azzurro identificava in India solo le case dei bramini. Per la visita di qualche autorità, si decise di abbellire la città, dipingendo anche tutte le altre case di azzurro, di qui il risultato.

Fortezza di MehrangarhFortezza di Mehrangarh

 

 

IndianoIndiano

 

La città non è uno splendore, in ogni caso un giorno basta e avanza per la visita alla fortezza di Mehrangarh.

 

 

 

La fortezza di Mehrangarh, infatti, domina tutta la città, ed in essa si trovano il palazzo del maharaja ed una serie di bellissimi palazzi collegati tra loro da cortili interni.

Torre dell'orologioTorre dell'orologio

 

 

 

A spasso per il mercatoA spasso per il mercato

 

Per il resto, se avete tempo, vale la pena fare un giro anche all'animato bazar, con la sua colorata torre dell'orologio. Girate un po' prima di acquistare spezie, incensi e quant'altro... Ovviamente non fermatevi dal primo indiano che vi trascina dentro la sua bottega...

 


Mount Abu - Ranakpur

 

Il Mount Abu è una località anomala, per il Rajasthan.

Lago del Mount AbuLago del Mount Abu

 

Mount Abu è infatti una località di villeggiatura per gli indiani, e si trova in una zona montuosa, con finalmente un po' di alberi e vegetazione (strane per il desertico Rajasthan) ed un laghetto dove guardare il tramonto dolcemente.

Festival del RajasthanFestival del Rajasthan

 

 

 

Finalmente anche il caos cittadino, il perenne strombazzare di tuk tuk ed affini, lascia un po' di tregua. E' un po' fuori dalle rotte principali, ma vale una deviazione per vedere qualcosa di diverso...

Bambini di stradaBambini di strada

 

 

Ranakpur invece si trova in una valle isolata, molto verde.

 

Uno dei tenti templiUno dei tenti templi

 

 

All'interno del tempio...All'interno del tempio...

 

Ranakpur deve la sua fama ad un pittoresco tempio gianista, dedicato al santo gianista Rishabji, addossato al fondo di una stretta gola.

 

All'interno del tempio...All'interno del tempio...

 

L'atmosfera è di sicuro molto pura e pacifica, il tempio merita di sicuro una visita, e non è raro trovare pellegrini intenti a fare le sacre abluzioni nell'acqua che sgorga dalla testa marmorea della mucca sacra.

 


Udaipur

 

Udaipur, ovvero la 'città bianca' è costrutita su tre laghi, il Lago Pichola, Fateh Sagar e Umaid Sagar.

Il lago Pichola ed il Jag NivasIl lago Pichola ed il Jag Nivas

 


Il City Palace è una delle maggiori attrattive di Udaipur. Domina il Pichola Lake, in maniera suggestiva, ed al suo interno vi è un insieme di palazzi, cortili, collegati da labirintici corridoi.

Donne al lavoroDonne al lavoro

 

 

 

City palaceCity palace

 

All'interno del lago vi è poi il Jag Nivas, residenza estiva della famiglia reale tempo addietro, adesso diventato uno dei più suggestivi alberghi del mondo, ed inoltre famoso per essere un'ambientazione di uno dei famosi film di James Bond, 'Operazione Piovra'.

 

 

Il pavone, uno degli animali sacri indianiIl pavone, uno degli animali sacri indiani

Per strada...Per strada...

 

 

Meritano anche una visita i templi di Udaipur, tra questi da ricordare il Jagdish Temple e l'Eklingji Temple, dedicato a Shiva.

 

 

 

 


 

Kumbalgarth - Chittorgarh

Forte di KumbalgarthForte di Kumbalgarth

 

 

Altre mete sulla strada sono poi Kumbalgarth e Chittorgarth.

 

 

Forte di KumbalgarthForte di Kumbalgarth

 

 

Kumbalgarth offre il Fort Kumba, forte inerpicato sulle montagne della zona.

 

All'interno di ChittorgarthAll'interno di Chittorgarth

 

 

 

All'interno del forte di Kumbalgarth, si trovano palazzi, prigioni, armerie e quanto serve per mantere un esercito.

 

All'interno di ChittorgarthAll'interno di Chittorgarth

 

 

Santoni giainistiSantoni giainisti

 

 

Il secondo, Chittorgarth, è un complesso in rovina situato su un'ampia collina.

 

 

 

 

 

All'interno di ChittorgarthAll'interno di Chittorgarth

 

All'interno delle mura di Chittorgarth, si trovano diversi siti, da palazzi, a torri, a templi gianisti ed induisti.

All'interno di ChittorgarthAll'interno di Chittorgarth

 

 

 

 

L'aria di Chittorgarth è di sicuro un pò decadente, ma la sua visita rende un'idea di quello che doveva essere il sito nei suoi migliori fasti

 


Pushkar


Pushkar è la città sacra del Rajasthan. Detto così, uno si immagina chissà cosa. Invece nulla di esageratamente sacro domina la città. Ed è proprio questo il bello.

Lago e ghatsLago e ghats

 

 

 

E' la sua atmosfera calma e pacata, la vita della città in cui il santo ed il turismo si fondono attorno alla sua principale attrattiva, il lago, che rendono questo un posto gradevole da visitare.

 

In giro per PushkarIn giro per Pushkar

 

E ogni mattina si ripete il rito sacro attorno al lago e ai suoi ghats (gradinate sacre), con la purificazione di tutti i santoni e pellegrini che qui si recano.

 

In giro per PushkarIn giro per Pushkar

 

 

 

 

E poi, la città è un pullulare di attività più o meno spirituali, dai massaggi, allo yoga, alla medicina ayurvedica.

 

In giro per PushkarIn giro per Pushkar

 

In giro per PushkarIn giro per Pushkar

 

Ovvio, anche le menti spirituali si sono rese conto che si guadagnano più soldi grazie al turismo che dedicandosi allo spirito, però il luogo ha una sua grazia che lo rende di sicuro piacevole.

 

 


 

Sanganer - Amber

 

Sanganer è famosa per i suoi templi gianisti, con belle sculture in marmo.

Tempio di SanganerTempio di Sanganer

 

Amber, a poca distanza da Jaipur, è invece famosa per la maestosa fortezza.

 

Tempio di SanganerTempio di Sanganer

 

 

 

Il forte di Amber domina le valli e si specchia nel lago sottostante. All'interno del forte si trovano parecchi palazzi e templi.

 

Forte di AmberForte di Amber

 

 

Tra i palazzi, noto il Jai Mandir, famoso per la sua sala degli specchi, la Sheeh Mahal, con il soffitto interamente ricoperto da un mosaico a specchi, che dona alla sala un grandissima luminosità.

 

Forte di AmberForte di Amber

 

 

Forte di AmberForte di Amber

 

 

Altri edifici sono il Siladavi Temple, e palazzi riccamente decorati come il Sukh Mandir ed il Suhag Mandir.

 

 

 

 


Jaipur


Jaipur è una città abbastanza caotica, tuttavia offre alcuni palazzi e monumenti che meritano di certo una visita.

Lago di JaipurLago di Jaipur

 

 

 

Palazzo del Vento (Hawa Mahal)Palazzo del Vento (Hawa Mahal)

 

Tra questi, il Palazzo del Vento (Hawa Mahal), la cui bella facciata riccamente decorata vale una sosta. Meno interessante l'interno.

 

Jantar Mantar, l'osservatorio astronomicoJantar Mantar, l'osservatorio astronomico

 

Poi, il complesso del Jantar Mantar, l'osservatorio astronomico voluto dal maharaja Sawai Jai Singh II, con una gigantesca meridiana di una ventina di metri, precisa fino all'ordine dei minuti. Qui, indispensabile una guida che spieghi la funzione e l'utilizzo dei diversi strumenti astronomici.

 

City PalaceCity Palace

 

City PalaceCity Palace

 

Quindi non può mancare una visita al City Palace, un insieme di cortili e palazzi. Qui è famoso un cortile, decorato con quattro porte, ornate da pavoni, che simboleggiano l'estate, l'inverno la primavera e la stagione delle piogge.

 

 


Dintorni di Jaipur


Attorno a Jaipur vi sono altri siti che meritano una vista, come Balaji e Fathepur Sikri. A voi, e alle vostre guide, la loro scoperta. Qui vorrei parlarvi di alcune mie impression, sicuramente superficiali, su come un turista entri in contatto con le religioni vissute dagli indiani. Non voglio entrare in dettagli filosofici, ma fare qualche considerazione 'pratica'...

Corone di fiori per il tempioCorone di fiori per il tempio

 

 

I Templi gianisti ed induisti si assomigliano, tanto che alle volte non si capirà in che tipo di templio si è finiti. I gianisti sono vegani, i loro templi non sono dedicati ad una divinità ma ad una serie di profeti. I gianisti inseguono la purezza, alcuni vivono nudi, altri portano una mascherina (per non mangiare insettini, mi hanno detto). Nei templi gianisti si entra a piedi nudi e ci si toglie ogni oggetto in pelle (es. borse, cinture).

 

On the road...On the road...

 

Gli induisti invece, hanno templi dedicati ad una specifica divinità, o incarnazione di essa, e la gente si reca nel tempio solitamente nel giorno sacro a tale divinità. Gli induisti sono vegetariani. Nei templi induisti le calze sono ammesse. Comunque io, per non cadere in equivoco, mi sono sempre messo a piedi nudi...

 

On the road...On the road...

 

L'ingresso ai templi è gratuito, ma entrambe le religioni saccheggiano (un po' come tutte), le poche rupie dei già poveri indiani in cambio di una speranza per il futuro. E così fiori, zuccherini, zafferano, bracciali, sono necessariamente (se si è credenti) da acquistare per essere donati al tempio.

 

Fathepur SikriFathepur Sikri

 

Poi, l'alternativa, ben più cara di un biglietto di ingresso, è il biglietto per fotocamere e videocamere. Quindi, se non volete pagarlo, fate che non portarvi la macchina fotografica (e visti un po' di templi, vi assicuro, è anche più carino entrare giusto per vedere cosa succede, respirare la spiritualità indiana, e non per scattare foto a ogni cosa...)

 

Fathepur SikriFathepur Sikri

 

Un 'altro aspetto. I templi sono dei luoghi di incontro. Il rito non esiste (come inteso dai cristiani: messa e via dicendo), ma è assolutamente personale. E quindi la gente parla, canta, fa disegni con i fiori, cammina, fischietta,... beh, ognuno fa un po' quello che gli pare...

 


Agra

 

Agra è uno di quei luoghi che non viene mai tralasciato da nessun viaggio in India. Questo perchè ospita il Taj Mahal, il Palazzo dell'Amore.

 

Red FortRed Fort

Effettivamente il Taj Mahal è impressionante (se lo riuscite a vedere, visto lo smog di Agra): un gigantesco mausoleo in marmo bianco, dall'architettura unica al mondo, con incastonate pietre semipreziose, che lascia allibiti da qualunque parte lo si guardi.

 

Red FortRed Fort

 

 

 

Ed è detto anche il Palazzo dell'Amore, perchè il re Shah Jahan, volle costruire il mausoleo per seppellirvi la defunta sposa Mumtaz Mahal. La storia è curiosa: quando poi Shah Jahan decise di terminare l'opera, costruendo un mausoleo uguale dall'altra parte del fiume, ma in marmo nero, il figlio pensò bene di deporlo e di rinchiuderlo, in quanto folle (prendendosi anche il regno, già che c'era...).

Taj MahalTaj Mahal

 

 

Ad Agra, sono anche da vedere il Red Fort, il forte più grande dell'India, che deve il suo nome all'arenaria rossa con cui è costruito.

 

Taj MahalTaj Mahal

 

 

 

Ingresso al Taj MahalIngresso al Taj Mahal

 

 

Per il resto, una cosa che mi ha lasciato esterefatto, è l'inquinamento della città. Un pulviscolo ed un'aria irrespirabile inglobano perennemente Agra. Tanto che, il Taj Mahal compare sempre in mezzo ad una nebbiolina. Le foto con il cielo azzurro credo possano essere scattate in ormai rare fortunate giornate.

 


Goa

 

Ed infine, dopo tanto peregrinare nel polveroso Rajasthan, eccoci a Goa, ex-colonia portoghese. Qui il cambio è repentino: caldo, ambiente verde, culture differenti: la popolazione infatti si divide tra cristiani ed induisti.

 

Chiesa cristiana di AgondaChiesa cristiana di Agonda

 

Goa, anche grazie al turismo, è più ricca delle altre regioni dell'India. Le strade, le infrastrutture, le persone stanno meglio. Il tutto mantiene comunque la tipicità dell'essere indiano, seppur con una spensieratezza caratteristica degli ambienti di mare.

 

Spiaggia di AgondaSpiaggia di Agonda

 

Qui sono stato nel Goa del Sud, nella piacevole Agonda, tranquillo paese con spiaggia ancora dimenticata dal turismo di massa, dove si alternano mare, sole, mangiate di pesce, birra (Goa è l'unico stato in India dove gli alcolici sono liberi) e tramonti.

 

Spiaggia di PalolemSpiaggia di Palolem

 

Più accanto si trova la vivace e più attrezzata Palolem, dove comunque il turismo si limita ad offrire capanne in riva al mare a turisti la cui occupazione maggiore pare essere fare il meno possibile.

 

Qualche aragostaQualche aragosta

 

Nei dintorni da segnalare le spiagge bellissime di Patnem, Canacona, Galgibaga, Butterfly raggiungibili con uno scooter che nessun indiano si rifiuterà di affittarvi.

 

RisaieRisaie

 

Non ho invece visitato il Goa del Nord. Qui pare essere la patria dei rave in spiaggia, degli sballoni e della psico-India. Beh, tutta questa attività non l'ho vista (e non la cercavo) nel Sud dove, anzi, a mezzanotte rimane solo il rumore delle onde del mare...

 

Spiaggia di GalgibagaSpiaggia di Galgibaga

 

 

Tramonto a PatnemTramonto a Patnem

 

Per concludere Goa è un'altra India, ma vale comunque la pena visitarla, anche per un po' di relax dopo un viaggio molto faticoso...

 

 


Compagni di viaggio


Dedico infine quest'ultima pagina ad alcuni dei miei compagni di viaggio, alle persone che ho incontrato e ho conosciuto, a chi mi ha lasciato qualcosa e a chi spero di aver lasciato qualcosa...

Gloria e mucca sacra...Gloria e mucca sacra...

Foto di gruppo: Danilo, Gloria, Stefania, Barbara, RobertoFoto di gruppo: Danilo, Gloria, Stefania, Barbara, Roberto

Barbara in meditazioneBarbara in meditazione

Silvia al tramonto di GoaSilvia al tramonto di Goa

Roberto e riflessologia podalicaRoberto e riflessologia podalica

Ed infine, io ed il Taj MahalEd infine, io ed il Taj Mahal

Danilo alle prese con un sadu...Danilo alle prese con un sadu...


Diario di viaggio

Non viaggio mai senza il mio diario.
Uno deve sempre avere qualcosa di sensazionale
da leggere sul treno.

Oscar Wilde (1854-1900)

Al momento non ho ancora iniziato a trascrivere il mio diario, nè so quando avrò tempo di farlo.

Comunque, parte delle mie impressioni sono già presenti nelle descrizioni di viaggio...


Musica

La terra ha musica
per coloro che ascoltano.

William Shakespeare

La musica indiana è variegata, anche se, lo confesso, nè quella classica nè quella moderna sono ai vertici dei miei personalissimi gusti. Diciamo che, fuori dall'India, dove invece si fonde bene con la sua atmosfera e tradizioni, è una musica che ascolto poco.

Iniziamo con la musica tradizionale: la musica classica indiana. Qui, strumenti come il sitar e i tabla, la fanno da padroni.

La musica classica indiana ha una struttura rigorosa, ed è costituita da un insieme di "raga". Ciascuno di questi ha un gruppo di note ed un insieme di regole, dentro le quali si improvvisa. Quindi la musica classica indiana non è scritta, ma è sempre improvvisata. Alcuni tra i più importanti autori: Bismillah Khan, Ravi Shankar, Zakir Hussain, Bhimsen Joshi.
Per quel che riguarda la musica moderna, invece, le colonne sonore dei film di Bolliwood (che poi sono anche musical) la fanno da padrona.

La gente si procura spesso il CD, impara le canzoni e poi reca al cinema dove può così cantare a squarciagola assieme ai suoi attori preferiti (vere e proprie divinità).

Qui, non ho grandi consigli. In India, per strada, troverete un sacco di venditori di CD disponibili a farvi ascoltare i brani più in voga e a scegliere ciò che più vi piace.


Letteratura

 

 

Non esiste vascello
che come un libro
ci sa portare
in terre lontane.

Emily Dickinson

Riporto a continuazione alcune letture che possono degnamente accompagnare o preparare un viaggio verso il india.

Ci sono dei classici irrinunciabili per chi si appresta a fare un viaggio in India. Ne cito alcuni.


Rudyard Kipling
-

Rudyard Kipling, con il suo famosissimo Kim, erroneamente considerato letteratura solo 'per ragazzi', descrive le avventure in un'India bizzara ai tempi dell'epoca coloniale dell'intraprendente Kimball O'Hara.

 

Amitav Ghosh
-

Durante il mio viaggio in India ho portato con me (e con somma soddisfazione) Amitav Ghosh, scrittore e antropologo, nato a Calcutta. Il cerchio della ragione, racconta, come in una vena di realismo magico indiano, il peregrinare di Alu tra mondi diversi, partendo proprio dall'India.

 

Rabindranath Tagore
-

Il grande Rabindranath Tagore, invece, è da portare sempre con se per chi ama la poesia. Qualunque sua raccolta può andare bene.

 

Salman Rushdie
-

Salman Rushdie, nato a Bombay, seppure cittadino britannico, è l'autore dei famosi I versi satanici. Qui lo consiglio per qualcosa più attinente l'India: I figli della mezzanotte, dove vengono narrate le vicende di personaggi che hanno in comune una cosa: essere nati attorno alla mezzanotte del 15 agosto 1947 (giorno della dichiarazione dell'indipendenza dell'India).

 

Tiziano Terzani
-

Che dire del nostro indimenticabile Tiziano Terzani, grande uomo, giornalista e viaggiatore italiano.

Il Sud Est asiatico e l'India erano casa sua, ed i suoi occhi attenti e la sua curiosità sono in grado di raccontarci ciò che è avvenuto in questi paesi. Il tutto partendo dal basso, dalla gente, dal popolo, tralasciando la fasulla propaganda che le fonti governative ci hanno spesso rifilato (soprattutto dove di mezzo c'è il comunismo...).

Da leggere prima di un viaggio in Vietnam, Pelle di leopardo, con Terzani testimone nel 1975 della liberazione di Saigon. Da portarsi dietro invece, altri titoli, come:  La fine è il mio inizio, Un indovino mi disse, In Asia, dove il focus è centrato sull'esperienza in generale di Terzani nel sud est asiatico...

 

Osho
-

Si può anche cercare di conoscere meglio il movimento spirituale di Rajneesh Chandra Mohan Jain, in arte Osho, anche se, a quanto pare, i suoi insegnamenti sono raccolti in ben 600 libri... Interessante comunque la sua reinterpretazione della spiritualità induismo per essere adattata alle nostre vite occidentali stressanti.

 

Altri autori, assieme a questi, sono indicati in una sezione generale di scrittori di viaggio. A voi completare l'opera: Letteratura di viaggio

 
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Uno dei piaceri del viaggio è immergersi dove gli altri sono destinati a risiedere, e uscirne intatti, riempiti dell'allegria maligna di abbandonarli alla loro sorte.

Jean Baudrillard, Cool memories II 1987-1990, 1990
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