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Indonesia

Indice
Indonesia
Introduzione
Scheda informativa
Cartina
Itinerario
Jakarta
Pangandaran
Yogyakarta
Mount Bromo
Ijen Plateau
Bali - Kuta
Nusa Lembongan
Gili Trawangan
Dove dormire e altri consigli...
Compagni di viaggio
Diario di viaggio
Musica
Letteratura
Tutte le pagine
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BorobudurBorobudur

Migliaia di isole, tanto che non si riescono a contare. Dalle più abitate Java e Bali fino a luoghi selvaggi, come il Borneo. Animali unici, dai draghi di Komodo, ai tarsi, agli uccelli del paradiso. Natura indomabile, da vulcani mai quieti a tsunami in agguato. Non basterebbe una vita ad esplorare il più grande arcipelago del mondo...

 


Introduzione

In pace
solitario
soliloquio tra gli occhi.

Sitor Situmorang - Compagno

Dicembre 2010... Indonesia: Java, Bali e ...

Purtroppo mi spiace iniziare così, ma dell'Indonesia ho un ricordo che non è proprio brillante, lo devo ammettere. Forse ho sbagliato isole (ci si dovrà spostare verso Est: Flores, Timor, ...), ma tutto il viaggio è stato sempre per la ricerca di qualcosa di meglio, che giustificasse di volare dall'altra parte del globo.

Ho visto l'isola di Java (126 milioni di abitanti in un'isola grande come la Gran Bretagna), Bali e poi le isole Nusa Lembongan e Gili Trawangan. Bene, a parte queste ultime, tutto il resto mi ha un po' deluso.

Java è caotica, piena di traffico, tutta l'isola sembra il prolungamento di un' unica città. Jakarta è orribile. Yogyakarta, che dovrebbe essere la città più bella da vedere, è molto deludente. I templi, il Borobudur ed il Parambandan sono molto belli, ma le migliaia di turisti, indonesiani e non, che vi si recano rendono i posti assolutamente ingodibili.

Immaginate di salire sul Borobudur (assieme a migliaia di persone, molto interessate a farsi una foto con voi, soprattutto le scolaresche) e, una volta giunti in cima, guardare sotto. E vedrete, cosa? L'immensità, la pace, le foreste? No! Vedrete un enorme posteggio polveroso, pieno di autobus ed auto strombazzanti ed un altrettanto grande mercato di cianfrusaglie e souvenir.

Le altre attrattive di Java sono i vulcani ed il trekking. Beh, se siete sfortunati come me ed i vulcani sono in eruzione, questa attrattiva sfumerà e vi troverete solo sotto una pioggia di cenere... Il Monte Ijen invece è una graziosa passeggiata (per voi che non trasportate zolfo), quindi lo consiglio vivamente.

Bali invece l'hanno rovinata gli australiani. E' una Ibiza d'Australia piena di ragazzoni ormonizzati, discoteche, risse e chi più ne ha più ne metta. Anche qui il traffico è micidiale (altro che isola tranquilla). Kata sarebbe una spiaggia carina, non fosse per l'invasione di gente. Comunque, per il surf, soprattutto se siete alle prime armi, è un paradiso.

Le altre spiagge di Bali non sono all'altezza. Sono stato a Lovina, sabbia nera piena di immondizia e panorama alquanto disarmante. Tempo di dormire e siamo scappati.

Detto ciò, cosa si salva? Le isole tipo Nusa Lembongan e Gili Trawangan sono ancora abbastanza pure, quello che uno ha in mente quando pensa ad un'isola tropicale.

La gente è molto disponibile, sorridente. Anche se differenti orientamenti culturali e religiosi fanno sì che alcuni scambi siano possibili tendenzialmente solo con uomini, o comunque con persone aperte mentalmente.

Quindi, quello che voglio dire è: imparate dai miei errori. Se andate in Indonesia, sostate il meno possibile nelle zone che vi ho indicato e volgete altrove i vostri sguardi. Ce ne sono 17.000 di isole, probabilmente pescherete un po' meglio...


Scheda informativa

Queste informazioni sono aggiornate al 1-03-2011 e sono tratte dal bellissimo sito www.turistipercaso.it. Per avere informazioni piu' aggiornate vi rimandiamo infatti al buon Patrizio Roversi e Syusy Blady, seguendo il link: Turisti per Caso - indonesia

Nome in lingua originale
Republik Indonesia
Forma di governo
Repubblica presidenziale
Capitale
Giacarta
Superficie in km quadrati
1860360

Popolazione
228523300
Densità Popolazione per Km2
123
Lingue parlate
Bahasa Indonesia (uff.), Giavanese
Moneta
Rupia indonesiana


Cartina

A continuazione e' riportata una cartina schematizzata del indonesia, per chi si accontenta.

Cliccando su di essa, o sul link sotto indicato, potrete invece visualizzare una cartina politico-fisica in ottimo dettaglio: Download cartina indonesia (240kb circa)

Cartina IndonesiaCartina Indonesia

Courtesy of The General Libraries, The University of Texas at Austin - http://www.lib.utexas.edu/maps


Itinerario

Il mio viaggio in Indonesia è durato tre settimane, molto poco per esporare questo immenso arcipelago.

Dopo l'arrivo a Jakarta, abbiamo attraversato l'isola di Java passando per le spiagge di Pangandaran, i monumenti di Yogyakarta e la natura del Bromo e del vulcano Ijen.

Quindi, stufi dell'inquinamento e smog dell'iperpopolata Java, siamo passati su Bali, antico paradiso perduto ormai in netto declino.

A Bali , la furia distruttrice del turismo (è l'Ibiza low cost degli australiani) ci ha spinto verso posti più remoti, dapprima a Nusa Lembongann e poi alle isole Gili, in particolare a Gili Trawangan, dove finalmente abbiamo trovato un po' di quella Indonesia che ci aspettavamo.

A continuazione riporto il mio itinerario completo, che ha richiesto 3 settimane di tempo circa.

- Jakarta
- Pangandaran
- Yogyakarta
- Mount Bromo
- Ijen plateau
- Lovina
- Kuta
- Nusa Lembongan
- Gili Trawangan
- Kuta
20-22 Dic.
23-25 Dic.
26-27 Dic.
28 Dic.
29 Dic.
30 Dic.
31 Dic. - 2 Gen.
3-4 Gen.
5-7 Gen.
8-9 Gen.

Jakarta

 

Scusate la radicalità, ma a Jakarta non c'è nulla di particolare da vedere o da fare, si può saltare a piè pari.

Per strada - I bajajPer strada - I bajaj

 

E' una megalopoli da 16 milioni di abitanti, caotica, dove le strade possono essere intasate da un traffico disumano per ore e camminarci a piedi è un incubo.

 

Parte moderna di JakartaParte moderna di Jakarta

 

 

Monumento nazionaleMonumento nazionale

 

L'unica parte storica è Kata, la città vecchia o, per meglio dire, cadente. Più che una città, è una piazza con alcuni edifici olandesi fatiscenti o semicadenti ed un paio di viette pedonali (rarità per le città indonesiane) con un piccolo mercatino.

Il venditore di aquiloni...Il venditore di aquiloni...

 

 

Anche il quartiere backpackers, Jalan Jaksa, fa pensare di essere finiti nel posto sbagliato. Non prenotate nessuna escursione/giro da qui. Andate per i fatti vostri a Yogyakarta, è molto più conveniente tutto da lì.

 

La moda indonesiana...La moda indonesiana...

 

 

 

Quindi, Jakarta saltatela! Se poi trovate qualcosa da vedere, ditemelo, sarò stato distratto...

 

 

 

 


Pangandaran

 

Pangandaran è il posto di mare per eccellenza dell'isola di Java. Troverete belle onde per surf, qualche straniero che è venuto proprio per questo, e per il resto è una meta per il turismo indonesiano.

Risaie lungo il camminoRisaie lungo il cammino

 

Occhio che il turismo indonesiano può essere disastroso... In una bella spiaggia come Pangandaran si possono riversare orde di autobus da Jakarta, trasformando un bel posto in una succursale di un mercato cittadino, con tanto di spazzatura libera...

Spiaggia di PangandaranSpiaggia di Pangandaran

 

A me il posto è comunque piaciuto. Può essere un ottimo punto di partenza per esplorare i dintorni.

Si può andare a Batu Karas, dove c'è un'altra bella spiaggetta, ottima per il surf per principianti, passando per Batu Hiu (Shark Rock), dove troverete una bella spiaggia oceanica tutta per voi.

 

Consiglio uno scooter: conviene rispetto ai mezzi pubblici, così vi fermate dove volete per strada e non rischiate di morire avvelenati (le carrette indonesiane sembra buttino lo scarico direttamente in bocca ai passeggeri).

Shark's rockShark's rock

 

 

Le strade sono piene di buche e, se inizia a piovere, buon diverimento: in Indonesia non cadono gocce, ma direttamente secchiate d'acqua dal cielo (quindi, poncho in valigia!).

Macaco al Taman Nasional ParkMacaco al Taman Nasional Park

 

 

 

Poi c'è il Green Canyon. Quando l'ho visto, a causa delle piogge, l'acqua era marroncina e c'era un discreto affollamento di barche, per cui non è stato un gran che. Ma in altri momenti, magari, farsi una nuotata sotto le cascate può essere una bella esperienza.

Taman Nasional ParkTaman Nasional Park

 

C'è anche il Taman Nasional Park a Pangandaran. Può valere un bel giro: ci sono macachi, cervi, grotte ed alcune splendide spiaggette coralline (incluse nel parco per evitare la distruzione dalle orde di persone). Se avete un paio d'orette, potete poi farvi portare a delle cascate.

Verso il green canyonVerso il green canyon

 

 

Poi, per il resto, a Pangandaran non c'è molto da fare. La sera è un mortorio, con solo migliaia di negozi di souvenir che vendono le solite cose (a non si sa chi). Se vi piace il pesce, è un buon posto per sceglierlo, farselo pesare e cucinare. Quindi, a cena e poi a nanna.


 

Yogyakarta

 

Yogyakarta è il punto di arrivo ottimale per visitare l'isola di Java. Francamente, nonostante le recensioni a riguardo, non è che la città offra moltissimo da vedere. A parte qualche isola più tranquilla, tipo le zone per i backpackers di Sosrowijayan e Prawirotaman, Yogyakarta è una città affollata, caotica, rumorosa.

Al mercatoAl mercato

 

Yogya di sicuro è il posto migliore per acquistare batik. Malioboro road è piena di negozi che vendono batik, da vestiti a quadri. Qui si tratta di batik stampati con dettagli ribattuti a mano. I vestiti sono orribili, salvo non vi piaccia andare in giro travestiti da tappezzeria, mentre i quadri sono molto graziosi. Il prezzo è esposto e, per le nostre tasche, sono tutte cose molto economiche. Con meno di 5 euro vi portate via una discreta tela. Occhio che poi a casa tocca a voi reincorniciarla, però...

BorobudurBorobudur

 

 

Cosa ben diversa sono le migliaia di gallerie di quadri di batik, tutti fatti a mano, non stampati, dove tutti vi vorranno portare e contratteranno per qualche centinaia di euro o più. Ovvio, la qualità è un'altra cosa... Se vi innamorate di un quadro e avete i soldi...

PrambananPrambanan

 

Borobudur - dettaglioBorobudur - dettaglio

 

 

L'attrazione principale di Yogyakarta è il Kraton, cioè il palazzo reale Ngayogyakarta Hadinigrat. Purtroppo me lo son perso. Occhio agli orari di apertura...

 

Borobudur - dettaglioBorobudur - dettaglio

 

Nei dintorni di Yogya, ci sono poi diverse attrazioni: il Borobudur, il Prambanan ed il vulcano Merapi.

 

Il Borobudur è uno dei templi buddisti più impressionanti al mondo. E' suddiviso in 10 livelli, che rappresentano l'elevazione spirituale dalle passioni terrene, fino al distacco dai sensi ed al raggiungimento del nirvana, l'ultimo livello. Tutto magnificamente istoriato, è un luogo da contemplare con calma e spiritualità. Peccato, come già detto altrove, che ciò non sia possibile, visto l'affollamento e quell'aria da baraccone che è stata costruita attorno.

I resti dell'eruzione del vulcano MerapiI resti dell'eruzione del vulcano Merapi

 

Il Prambanan è invece la risposta induista al Borobudur. Qui si tratta di un insieme di strutture, su una superficie ampia, con i vari templi di Shiva, Visnù, Brahma,... Anche questo complesso è assolutamente magnifico e merita la visita con calma.

 

Per quel che riguarda il vulcano Merapi, siamo passati un mese dopo la sua eruzione, che ha causato 140 morti. Nei dintorni si poteva vedere uno spettacolo disarmante di alberi morti piegati dall'esplosione e montagne di fango. Ovviamente nessuna escursione era possibile in quel periodo.


Mount Bromo

 

Pare che il Bromo sia una delle cose più belle da vedere, e da scalare, dell'isola di Java. Purtroppo anche in questa occasione, essendo il Bromo in eruzione, la nostra esperienza è stata abbastanza limitata.

 

La vestizione per l'ascesa...La vestizione per l'ascesa...

 

In ogni caso, ho un ricordo impressionante del panorama alla pendici della zona vulcanica di giorno.

Il Bromo in eruzioneIl Bromo in eruzione

 

 

 

Panorama del craterePanorama del cratere

 

Tutto ricoperto da uno strato di cenere grigio marrone. Sembrava di stare in montagna, in mezzo alla neve, con la sola differenza che la neve era marroncina...

 

 

 

PanoramaPanorama

 

Bisogna fare anche attenzione ad avvicinarsi al Bromo sottovento. A seconda della direzione del vento, le ceneri del vulcano in eruzione vengono trasportate per chilometri, rendendo la visibilità quasi nulla e l'aria irrespirabile.

Tutto coperto di cenere...Tutto coperto di cenere...

 

Non essendo possibile l'escursione al Bromo, all'alba ci siamo diretti verso una montagnetta affacciata sulla caldera con i vari coni vulcanici. Qui, tra la nebbia, in alcuni brevi momenti il panorama si è aperto facendoci vedere tutto il complesso del Bromo.

La stradaLa strada

 

 

A spasso per il villaggioA spasso per il villaggio

 

 

Ovvio che nelle giornate limpide il panorama deve essere da cartolina, ma pazienza, d'altronde lo sapevamo che in Indonesia le forze della natura non sono mai dome...

 

 

 


Ijen Plateau

 

L'Ijen Plateau, o Kawah Ijen, è probabilmente l'angolo più bello che abbia veduto a Java. Per arrivarci, si attraversa una zona di piantagioni di caffè, in una delle quali probabilmente vi toccherà anche dormire la notte.

 

Portatore di zolfoPortatore di zolfo

 

Poi, all'alba (chissà perchè in Indonesia vi devono sempre far alzare alle 4 del mattino, boh...), la tranquilla camminata su sentiero verso la sommità del cono vulcanico. Qui incontrerete già i primi lavoratori che, poveracci, scendono portando gerle cariche di zolfo verso la strada principale. Dalla pesa, tali gerle risultano pesare dai 60 agli 80 chili.

 

Portatore di zolfoPortatore di zolfo

 

Portatore di zolfoPortatore di zolfo

 

Arrivati in cima, si scopre la visione sul lago al fondo del cratere, solforico, dal grazioso color giada. E qui si scopre anche l'imbarazzante e ripido sentiero che porta verso il fondo del cratere, dove i lavoratori scendono a raccogliere i blocchi di zolfo.

 

 

Il panorama è emozionante, e la fatica di questi uomini per 'guadagnarsi la pagnotta', perchè giusto quello guadagnano, mi fanno pensare a come, se l'uomo fosse meno egoista ed avido, la loro vita potrebbe essere migliore.

Ijen plateauIjen plateau

 

Portatore di zolfoPortatore di zolfo

 

 

Questi uomini vivono una vita senza speranze. Qui nascono e qui muoiono trasportando zolfo per ogni giorno della loro vita, finchè ne hanno la forza. E mentre noi usiamo i soldi e la tecnologia per rovinarci la vita, loro sono lì, a testa bassa, sognando al limite un asino...

 

 

 


Bali - Kuta

 

Bali, solo il nome rievoca spiagge coralline, capanne, palme, danze e canti. Per dirla alla Battiato, voglio vederti danzare, come le balinesi nei giorni di festa.

Spiaggia di LovinaSpiaggia di Lovina

 

E invece NO! Voglio vederti danzare, come un australiano anabolizzato in preda ad alcool e magic mushrooms... Tutta la zona di Kuta è una discoteca, un'Ibiza per gli australiani (che ci arrivano con voli low cost), e si capisce perchè questa zona fosse la più idonea ad essere presa di mira per un attentato terroristico nel 2002, rappresentando quanto di meno rispettoso l'occidente sappia esprimere in un paese musulmano (anche se a Bali la maggior parte è induista).

Memoriale alle vittime del 2002Memoriale alle vittime del 2002

 

Bene. L'antico paradiso di Bali (lost paradise, così si autodefiniscono) si è perduto realmente, ed anche malamente, da un bel po'.

Spiaggia di KutaSpiaggia di Kuta

 

 

Kuta, Legian, Seminyak e dintorni sono solo un gran casino. E' vero, il mare per il surf è ottimo, e questa rimane l'attività più divertente da fare.

 

 

 

L'incessante vita notturnaL'incessante vita notturna

L'interno dell'isola (Ubud, per intenderci), pare sia bello. Noi l'abbiamo saltato perchè avvicinandoci l'abbiamo trovato pieno di autobus-vacanza di Indonesiani (era attorno a Natale, ricordo). Venendo meno la prerogativa di questi posti, cioè la pace, abbiamo preferito dirigerci altrove...

Spiaggia di KutaSpiaggia di Kuta

 

Lovina è l'alternativa di mare a Bali per chi non vuole il casino di Kuta. Ma se questa spiaggia un po' tristarella è l'alternativa, tantovale cambiare isola, cosa che in effetti abbiamo fatto quasi immediatamente andando verso Nusa Lembongan...

 

Quindi, come si dice dalle mie parti: Ciau Bali...


Nusa Lembongan

 

A Nusa Lembongan si inizia a vedere quello che si ha in mente quando si pensa ad un paradiso tropicale.

JungutbatuJungutbatu

 

 

Si arriva a Jungutbatu in spiaggia saltando giù dalla barca e si trovano spartani bungalow affacciati su quest'ultima, a prezzi modesti... L'isola è piccola, ma troppo grande per i soli piedi. Si pò girare in bicicletta o in scooter.

Raccolta di algheRaccolta di alghe

 

Ci sono dei bei posti per fare snorkelling. Anche se la gente del posto vi vuole portare in barca, almeno uno è raggiungibile anche a nuoto da riva. Si trova al termine della strada, a Nord-Est, al largo della foresta di mangrovie. Le bandierine nere in acqua segnalano pressapoco il punto.

Alghe ad esiccareAlghe ad esiccare

 

 

 

Tra le spiagge più belle, di sicuro la Mushroom bay (dove c'è qualche resort per viaggi organizzati) e, in cima alle mie preferenze, la Dream Beach, ottima anche per il surf. Per nuotare, occhio alle correnti, come segnalano i cartelli.

Mushroom bayMushroom bay

 

 

 

 

Dream beachDream beach

 

 

Per il resto, a Nusa, c'è pace, tranquillità, Bintang, qualche baruccio un po' più animato la sera ma giusto per fare due chiacchiere. In fondo è per questo che siete qui, no...

 


Gili Trawangan

 

Gili Trawangan è una delle tre isole Gili, assieme a Meno ed Air. E' forse la migliore delle tre per stabilirsi se si viaggia zaino in spalla. E' piccola, ma non così piccola come le altre due e c'è una buon mix tra pace e divertimento. Abbondano bungalow a prezzi onestissimi.

Spiaggia di Gili AirSpiaggia di Gili Air

 

Gili Air e Meno possono essere visitate facendo uno dei tanti giri di snorkelling, dove vi porteranno a vedere le tartarughe, tutti i vari pesci e coralli e vi fermerete anche un po' su una di queste due.

All'arrivoAll'arrivo

 

La maggior parte delle attività e bungalow si trova sulla costa Est, dove vi lascia la barca.

I locali sulla spiaggiaI locali sulla spiaggia

 

 

Per muoversi, usate i piedi o affittate una bicicletta. Non avrete molta strada da fare. Per fare il perimetro dell'isola in bici ci abbiamo impiegato un'ora.

 

 

 

Tramonto a TrawanganTramonto a Trawangan

Quindi, a Gili, la gente tendenzialmente passa il tempo in spiaggia o in uno dei più o meno spartani lounge bar (o lounge baracca) lungo la spiaggia. Poi, la sera, un po' di musica dal vivo e qualche bar a rotazione che da qualche festa.

Il mareIl mare

 

E' un'isola che non ha una particolare anima propria, ma passarci un paio di giorni può essere un ottimo svago nell'attesa di imbarcarsi verso nuove avventure...

 

Ah, e per mangiare, provate la piazzettina con le bancarelle locali. Nasi/mie goreng e pesce fritto, ottimo e fresco, per poche rupie. Ci sono poi migliaia di ristoranti più o meno da resort lungo la spiaggia che esibiscono il pesce, ma non è roba da vagabondo... Salvo non si voglia fare una cena romantica...


Dove dormire e altri consigli...

Dove trovare un ottimo hotel...Dove trovare un ottimo hotel...

Mezzi di trasporto affidabili...Mezzi di trasporto affidabili...

Solitamente non mi piace dare questo genere di informazioni, che la bellezza del Vagabonding è proprio quella di cercarsi il proprio spazio in un luogo sconosciuto.

Ma devo ammettere che più passa il tempo, più le Lonely Planet fanno cag.... O, per meglio dire, si sono talmente amalgamate con le altre guide che uno non capisce più dove andare e se valga la pena farlo. E scegliere un posto dove dormire è fondamentale per un backpacker che ha i soldini contati ma vuole anche andare a finire in un posto carino dove trovare qualcuno come lui.

Quindi, qualche dritta su dove dormire. Tutti i posti che elenco vanno bene (altrimenti non li avrei messi in lista).

Ah, tutti i prezzi indicati sono di solito solo con fan (cioè ventilatore, salvo dove indicata AC) ed includono sempre la colazione (e via, avanti di banana pancake o nasi goreng).

Ricordate che, anche qui aihmè, era alta stagione (Natale-Capodanno), quindi ci siamo ritrovati in mano un basso potere contrattuale... In alcuni posti (Kuta, Pangandaran), i prezzi possono anche raddoppiare, sia per dormire, che per muoversi). I prezzi sono del 2011.

Jakarta - Zona Jalan Jaksa - Hostel 32 - 100K rupie (doppia senza bagno). Ma prezzi più cari della LP (150K fan con bagno, 250K AC) - Jalan Jaksa è il quartiere dei travellers, ma quasi nessuno si ferma qui e come già detto in precedenza, prendete in seria considerazione l'idea di saltare Jakarta (e forse proprio tutta Java!)

Pangandaran - Mini Tiga, 100K rupie (doppia) - è probabilmente il posto migliore. Nello stesso vicolo altri posti analoghi. Vi serve uno scooter per spostarvi però (che vi affittano pure lì), perchè Pangandaran a piedi è grande e i bekak (tuk-tuk a pedali...) sono un po' snervanti da contrattare e dopo averne presi un paio avete già fatto il costo dello scooter...

Se da Pangandaran andate a Yogyakarta, vi consiglio di farvi organizzare un pulmino dalla guest house. Noi, da bravi vagabondi furbacchioni, non l'abbiamo fatto, abbiamo preso un autobus (uno dei catorci più catorciosi su cui sia mai salito) fino a Sideraja e di lì il treno (200K a testa). Totale: siamo arrivati tutti impolverati, ci abbiamo messo il doppio del tempo e, soprattutto, abbiamo speso di più!!

Yogyakarta - Losemen Lotus (125K). Zona di backpackers (Sosrowijayan), attorno ci sono migliaia di altri posti. Forse forse, però, c'è un'altra zona di guest-house che è meglio, a Prawirotaman, anche se un po' fuorimano. Passando di lì, mi sembrava tutto un po' più tranquillo, un luogo migliore per decomprimere, soprattutto se iniziate ad odiare le strade ed il traffico indonesiano...

A Yogyakarta, l'agenzia utilizzata per vedere il Bromo e Ijen è stata Sosro (600K per 3 giorni). Le agenzie sono un po' tutte uguali, qualunque scegliate vi ritroverete ad essere venduti ad altre agenzie lungo il percorso, cambiare pulmino (o salire su un pulmone), aspettare non si sa cosa, dormire in luoghi diversi da quelli descritti, e così via, senza nessun interlocutore. Siete nelle loro mani, quindi cercate di pagare il meno possibile e che il Dio dei Vagabondi ve la mandi buona... Si può organizzare anche il tutto da soli, ma prima o poi (anche solo alle pendici del vulcano), salvo abbiate un mezzo vostro, dovrete ricorrere ad un'agenzia, che vi farà pagare sempre una bella cifra e vi aggregherà ad uno dei suddetti tour...

A Yogyakarta, per cambiare i soldi andate al Garuda Hotel. Tassi migliori, agenzia seria. Inoltre ci sono le agenzie di viaggio della Garuda (e non) per cui va bene se dovete comprare anche qualche volo (su Internet non ci riuscirete, usando carte di credito italiane, o in generale europee).

Lovina - Padang Lovina (150K) - A Kalibukbuk, c'è anche la piscina, affittano scooter, la stanza è talmente grande che potete darci una festa. Il proprietario cercherà di vendervi pure la madre, ma è una brava persona.. Una sola domanda. Perchè fermarsi a Lovina?

Kuta - Hotel Prawita, Legian 63 (400k, ma con AC e piscinona) - Bel posto, in una delle zone più comode di Kuta per spiaggia, divertirsi,... Di solito i vagabondi sono più spartani, ma stavolta volevano lavarsi con l'acqua dolce e calda, prima di un volo intercontinentale. Poi tutta Kuta è abbastanza cara.

Tra l'altro, giunti a Kuta, avrete il dubbio di dove andare a dormire. Seminyak, Legian, Kuta sono attaccate e sono piuttosto estese da girare a piedi. Quindi, procuratevi uno scooter o scegliete un posto ben posizionato. L'hotel Prawita, per questo, era ottimo.

Lembongan - Pondok Baruna (100K), a Jungutbatu, appena sbarcati. Bei bungalow sulla spiaggia. Ma se volete stare in un pezzo di paradiso (romanticoni), andate alla Dream Beach (la spiaggia più bella dell'isola), alla Dream Beach Huts (600k) www.dreambeachlembongan.com (ho tenuto il biglietto da visita, guardate il sito, vediamo se mi ricordo bene.)

Gili Trawangan - Non mi ricordo il nome, ma da dove vi lascia la barca andate verso Nord, e lo troverete davanti ad un posto fashion sulla spiaggia che si chiama Horizontal Lounge. Bungalow carini e semplici (150K, bagno sotto le stelle, che è anche meglio), nei dintorni un sacco di scelte analoghe. Rainman, piccoletto, con i capelli hendrixeggianti ed i piedi a papera è l'unico proprietario di guest-house che abbia incontrato che, ad ogni passaggio, chiedesse se volessi erba... Beh, a Trawangan non andateci per questo, perchè trattasi di erba gatta (c'è la pena di morte per le droghe in Indonesia), ed è tutto per alleggerire qualche vagabondo credulone... Piuttosto andate di magic mushroom, che sono legali (danno un bell'effetto, una volta una ragazza si è soffiata il naso sulla mia camicia, in preda a mushroom+aranciata...)

 

E basta col dormire, altre cose, in ordine sparso:

Nota sui bagni indonesiani: la forma qui usata è il mandi. Trattasi di immenso recipiente (o barile) in cui far decantare l'acqua (e coltivare larvette di zanzara...) da buttarsi poi addosso con un pentolino. Tutto ciò per lavarsi o per fare simpatici giochi con i propri compagni di viaggio.

L'acqua, quasi ovunque, almeno nei posti da me indicati, è fredda (ma se rimane un po' nel barile, si scalda...) In alcuni posti (isole Gili, Nusa), l'acqua che abbiamo trovato era salmastra (acqua di mare 'purificata', quindi tantovale lavarsi in mare...)

Per quel che riguarda il cibo: ADORO L'INDONESIA!!! Banana pancake a colazione sono il classico (per stranieri), altrimenti nasi goreng (riso fritto con verdure) o mie goreng (spaghetti fritti con verdure) erano per me delle autentiche delizie. Abbondati, ottimi, freschi! Mangiateli nelle bancarelle per strada, vi costeranno pochissimo e non vi stuferanno mai! Ci sono poi le varianti con seafood e chicken...

Altra parola magica, per i momenti difficili: kentang goreng, cioè le universali patatine fritte

Poi, provate la zuppa Mie Pop, la vendono in cartocci ovunque. Ci aggiungono acqua calda e via.. Un pasto per 5K rupie...

Birra Bintang, ma che ve lo dico a fare...

Cibo nutriente...Cibo nutriente...

... facendo attenzione alle... scimmie!... facendo attenzione alle... scimmie!


Compagni di viaggio

Questo viaggio l'ho condiviso con Max. Eccoci qui in alcuni momenti del viaggio...

Ah, da segnalare che i nostri soprannomi autobattezzati erano, per me: Hati Hati (Attenzione), mentre per lui: Sama Sama (Prego).

Poi in indigeno inventato si parla in terza persona. Esempio: "Hati Hati ha fame, che pensa Sama Sama?"

Io ed il mio nuovo mezzo...Io ed il mio nuovo mezzo...

Io e Max al BromoIo e Max al Bromo

Max ed io all'Ijen PlateauMax ed io all'Ijen Plateau

Max che aspetta l'autobus a PangandaranMax che aspetta l'autobus a Pangandaran

 

Max che sorregge il monumento nazionaleMax che sorregge il monumento nazionale


Diario di viaggio

Non viaggio mai senza il mio diario.
Uno deve sempre avere qualcosa di sensazionale
da leggere sul treno.

Oscar Wilde (1854-1900)

Riporto alcuni pensieri dal mio diario, così, in ordine sparso...

Arrivo a Pangandaran, 22 Dicembre

Bagno nel mare, tiepido, al tramonto. La sera, nonostante di giorno la spiaggia fosse affollata, quasi nessuno in giro.

Recupero Max ed andiamo al mercato del pesce. Mangiamo gamberi tigre e seppie. Ce li pesano, li paghiamo e aspettiamo che ce li griglino sorseggiando una o più Bintang.

Peccato che poi il tutto arrivi affogato in una salsa dolciastra che copre ogni sapore.

Torniamo alla guesthouse. Max va a letto. Io parlo con Adhe, indonesiano in vacanza. Sembra anche lui gay, come molti ragazzi che ho incontrato qui. Strano, ma pare sia l'unica espressione sessuale presente. Poco dopo ne ho la conferma: checca persa...

Tutto infervorato con il suo Blackberry, ci autoscatta una decina di foto, acciotolandosi teneramente sopra di me, volendo poi immediatamente farmi amico su Facebook. Tecnologia... ed io che in viaggio vorrei dimenticarmene.

Visto che Adhe inizia a checcheggiare un po' troppo per i miei gusti, trovo una scusa per allontanarmi. Cammino per strada, verso il mare.

Strano, sono solo le dieci di sera, ma tutto tace in silenzio. Solo le zanzare si fanno sentire. Arrivo da due notti insonni, spero di crollare sotto i miei passi il prima possibile...

 

Altri pensieri

Indonesia: odore di krevel ovunque, le sigarette aromatizzate ai chiodi di garofano.

Le persone sono tutte cordiali e gentili, anche se pare difficile trovare un punto di incontro.

Va bene, è la religione... Ma che triste un paese dove non si vede mai nessuno per mano, nè baciarsi, nè abbracciarsi...


Musica

La terra ha musica
per coloro che ascoltano.

William Shakespeare

Gamelan, gamelan e ancora gamelan.

Tale forma di musica è parecchio curiosa ed ingombrante. Nella visita a qualche kraton o, per esempio, al Borobudur, vi capiterà di assistere a qualche dimostrazione.

Trattasi di strumenti costituiti in stile xilofono, quindi con una serie di elementi in serie, di forma uguale ma di dimensioni diverse, accordati in diverse scale armoniche. E così si hanno metallofoni, serie di gong e di tamburi.

A dirla tutta, la prima volta che ho visto un suonatore di gamelan da lontano, mi sembrava che stesse suonando delle pentole...

 


Letteratura

Non esiste vascello
che come un libro
ci sa portare
in terre lontane.

Emily Dickinson

Riporto a continuazione alcune letture che possono degnamente accompagnare o preparare un viaggio verso l'Indonesia.

 

Ayu Utami
-

Ayu, giovane e bella autrice indonesiana (ha rinunciato ad una carriera di modella, dicono), in Le donne di Saman descrive l'Indonesia poco prima della caduta di Suharto, dal punto di vista di giovani donne indonesiane emancipate. Forse uno dei pochi libri indonesiani che si trova in italiano.

 

Viviano Domenici
-

In un libro dall'approccio antropologico, Alla ricerca di sette meraviglie, con tanto di fotografie, ci parla delle nuove "vecchie" meraviglie lasciate dall'uomo. Tra queste ce n'è una in Indonesia, le case-barca dei Toraja a Sulawesi.

 

Lewis Norman
-

Abitudini di vita ed incontri a a Sumatra, Timor e nel Borneo, raccolti da questo cusioso ed avventuroso scrittore. Un impero dell'Est. Viaggi in Indonesia.

 

Altri autori, assieme a questi, sono indicati in una sezione generale di scrittori di viaggio. A voi completare l'opera: Letteratura di viaggio

 
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Dino Basili, Tagliar corto, 1987
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