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Tunisia

Indice
Tunisia
Introduzione
Scheda informativa
Cartina
Itinerario
Foto - 1
Foto - 2
Diario
Musica
Letteratura
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Lo ksar di MedenineLo ksar di Medenine"Questa terra è come un grande mosaico" mi dice Meyed. Sorrido, pochi giorni prima avevo pensato alla mia vita come ad un mosaico.

"Un mosaico che l'uomo ha costruito con pazienza, con il tempo, dominazione dopo dominazione, popolo dopo popolo. E le tracce sono qui, in questa gente. Nei berberi che si sono rifugiati sulle montagne, per sfuggire all'arrivo dell'Islam. Nei neri che, deportati dal Senegal e dalla Costa d'Avorio come schiavi sono diventati liberi in questa terra. Negli israeliti, portati dal commercio. Nei punici, nei romani che hanno dato strade e ponti, arte e cultura. Nei beduini, che hanno percorso le grandi vie delle carovane per portare merci e spezie da una costa all'altra dell'Africa. Nei trogloditi di Matmata, per i quali il tempo si è fermato a 2000 anni fa..."


Introduzione

A tutte le cose belle piace viaggiare.
Perfino le perle escono dal fondo oscuro
del mare e attraversano le immensità
per collocarsi nei diademi dei re
o al collo di qualche principessa.

Le mille ed una notte

Gennaio 1999...

Tre sono i colori della Tunisia. Sono dei colori rilassanti: il bianco, l'azzurro e l'ocra. Il bianco della purezza, dell'anima, dello spirito. L'azzurro del mare, del cielo, dell'acqua, del Paradiso, che si creda o no in un Paradiso. E l'ocra, il colore della terra che sembra riposare ma sa animarsi per creare montagne, dune, case e perfino piccoli granelli di sabbia

La Tunisia non è solo colore, è anche un popolo, una cultura che vive il bene ed il male come parte di ogni cosa.

'Quello che per alcuni è poco, per altri è troppo', dice un proverbio.

Peccato che spesso gli alcuni siano troppi, e gli altri siano pochi... 

Nelle prossime pagine vi accompagnerò con le mie immagini in questo viaggio della durata di un paio di settimane circa, nella parte meridionale della Tunisia, sulla linea che parte da Houmt-Souk, isola di Djerba, e giunge fino ai canyon e le montagne che segnano il confine con l'Algeria.

In questo tragitto, vengono toccati gli ksar di Medenine, i villaggi trogloditi dei Matmata, l'oasi marina di Gabes, Douz, la porta del Sahara, lo Chott El Djerid, lo sterminato ed affascinante deserto di sale.


Scheda informativa

Queste informazioni sono aggiornate al 1-10-2003 e sono tratte dal bellissimo sito www.turistipercaso.it.

Per avere informazioni piu' aggiornate vi rimandiamo infatti al buon Patrizio Roversi e Syusy Blady, seguendo il link: Turisti per Caso - Tunisia


Nome in lingua locale:

Al-Jumhuriya at Tunusiya
Governo:
Repubblica presidenziale
Superficie (Km²):
Km 164.150
Popolazione:
9.335.000
Densità della pop. (abitanti per Km²):
57 ab. Per Km2
Capitale:
Tunisi
Lingue utilizzate:

Arabo (uff.) Francese
Religioni:
Musulmani 99% Cristiani 0,3% Ebrei 0,1%
Gruppi etnici:
Arabi 98% Berberi 1,7% Francesi 0,2% Italiani 0,1%
Moneta:
dinar Tunisino
Fuso orario:
+1
Prefisso telefonico:
00216
Corrente elettrica:
127/220V 50 Hz C, E, F, K , L

Documenti necessari per l'accesso:
Per i cittadini Italiani non è necessario il Visto, se il biglietto viene acquistato in un'agenzia di viaggio con un Vaucher possono entrare anche con la sola carta d'identità

Ambasciate e consolati in Italia:
Via Asmara, 7 00199 Roma Tel.06/8603060 Fax 06/86218204
Consolato: Via delle Egadi, 13 00141 Roma Tel.06/87183159-87188006 Fax 06/87188002

Ambasciate e consolati in loco:
Tunisi 3, Rue de Russie - 1002 Tunisi
Tel. 002161 321811
Fax 324155
Telex 0409 13501 ITALDI TN
Susa Km 6.5 - Acouda - Susa Zaoui Neubles
Tel 002163 256939
Fax 256556
Biserta 10, Rue de Russie Biserta
Tel 002162 31747
Email e siti Internet: AMBITALIA.TUN@Email.ati.tn


Cartina

A continuazione e' riportata una cartina schematizzata della Tunisia, per chi si accontenta.

Cliccando su di essa, o sul link sotto indicato, potrete invece visualizzare una cartina politico-fisica in ottimo dettaglio: Download cartina Tunisia (250kb circa)

Cartina TunisiaCartina Tunisia

Courtesy of The General Libraries, The University of Texas at Austin - http://www.lib.utexas.edu/maps


Itinerario

Nel corso del mio viaggio in Tunisia, della durata di un paio di

settimane, ho avuto occasione di ammirare alcune delle perle della parte meridionale di questa regione.

 

A continuazione è riportato l'itinerario da me seguito. La figura riportata qui a lato vi aiuterà a seguire l'itinerario.

 

- Houmt-Souk
- Isola di Djerba
- Gabès
- Medenine
- Matmata
- Douz
- Sahara
- Chott El-Djerid
- Tozeur
- Canyon confine Algeria

 


Foto - 1

Strada di Houmt-Souk, DjerbaStrada di Houmt-Souk, Djerba

Il mio viaggio solitario parte da Djerba, l'isola dei lotofagi.

Dove sbarcò Ulisse e dove i suoi compagni si cibarono di un frutto, il lotos, che li fece innamorare di quest'oasi verde circondata d'azzurro, tanto da non potere più lasciare l'isola.

Ed in effetti è così affascinante, così meravigliosa che senza mangiare alcun frutto, ma solo cibandosi della sua vista, dei suoi profumi, dei suoi colori, risulta quasi impossibile lasciarla alle proprie spalle. (P.S. Città turistica a parte...)

 

Mercato di MedenineMercato di Medenine

 

Proseguendo verso Nord, si giunge all'oasi marina di Gabès, città marina e sahariana allo stesso tempo, caratterizzata dal suo grande palmeto di palme da datteri.

Scriveva André Gide: 'Gabès, giardino di fiori e di api, dove i profumi impregnavano talmente l'atmosfera che avrebbero potuto sostituire il cibo, e inebriavano come il vino' .


All'interno dello ksar di MedenineAll'interno dello ksar di Medenine

 

Si prosegue poi per la città di Medenine, in cui si può assistere al surreale e fiabesco mondo degli ksar e delle ghorfa.

Lo ksar è una specie di quadrilatero formato da un insieme di grotte sovrapposte, le ghorfa, in cui veniva anticamente accumulato il grano.

In caso di pericolo, gli ksar potevano anche servire da rifugio, mentre in tempo di pace diventano centro di mercato e di vita sociale.

 

All'interno dello ksar di MedenineAll'interno dello ksar di Medenine

 

 

A Medenine, la zona del mercato è circondata da più di 5000 ghorfa, passegiando tra le quali si può avere la sensazione di essere giunti su un altro pianeta.

Il contrasto, in una non rara giornata di sole, del cielo blu splendente, con queste costruzioni color sabbia, rende ancora molto più affascinante queste costruzioni che sembrano fondersi nella terra.

 

Piccolo 'troglodita'Piccolo 'troglodita'

 

 

Proseguendo verso l'interno, si giunge alla zona del deserto di montagna.

Questa zona è la cosidetta zona dei Matmata, o dei villaggi trogloditici.

Questi villaggi sono così denominati per le abitudini di vita degli abitanti del luogo, per i quali il tempo pare essersi fermato all'età della pietra.

 

Deserto di montagnaDeserto di montagna

 

 

 

Caratteristiche di questa zona sono le abitazioni, scavate sotto terra in piccoli crateri, ai quali si accede mediante una galleria e sui quali si affacciano le differenti abitazioni scavate nella roccia.

 

Suggestivo gruppo di palmeSuggestivo gruppo di palme

 

 

 

Questo affascinante panorama lunare, tipico del deserto di montagna, ha infatti costituito una degna ambientazione per gran parte del primo episodio di Guerre Stellari.

 

 


Foto - 2

Douz, la porta del desertoDouz, la porta del deserto

Vi sono tre tipi di deserto, mi dice sempre Meyed, e la Tunisia offre tutti e tre questi scenari: il deserto di montagna, il deserto di sabbia ed il deserto di sale (Chott).

La parola Sahara significa espressamente in arabo: deserto di sabbia. E' il Sahara, il deserto per eccellenza...

Continuo il mio viaggio verso Douz, la porta del Sahara. Una distesa di sabbia e dune sterminate, qualche set in lontananza approntato per lavorazioni cinematografiche.

Carovana nel SaharaCarovana nel Sahara

 

 

 

Mi perdo, navigo a lungo, sulla mia nave del deserto... Sperduto nell'immensità... fino a quando, nel mezzo dell'immensità, scopro appostato qualche bambino beduino che mi vende una Coca Cola rovente... La realtà supera la mente dei pubblicitari...

Beduino nel SaharaBeduino nel Sahara

 

Proseguendo da Douz verso Tozeur, si attraversa un panorama altrettanto straordinario, cioè quello del deserto di sale.

Questa depressione, la più grande della Tunisia, prende il nome di Chott El-Djerid.

In queste depressioni, dette Chott, trovavano spazio un tempo grossi laghi salati che, prosciugandosi, lasciarono uno strato di sale su tutta la superficie.

Vista l'alta salinità della zona, queste depressioni costituiscono un habitat impossibile per qualsiasi essere vivente, per cui non sono popolate da nessun esemplare di flora o fauna.

Sono invece popolatissime da curiose formazioni minerali facili da reperire: le rose del deserto.

Chott El Djerid, il deserto di saleChott El Djerid, il deserto di sale

 

Attraversando queste zone, sembra di viaggiare in mezzo ad una sterminata steppa innevata.

La vista del deserto di sale all'alba rende assolutamente lo spettacolo suggestivo ed evocativo.

Altro fenomeno che rende unico questo incantevole luogo, sono i miraggi, fenomeno ottico inevitabile quando il sole è alto nel cielo...

 

 

Chott El Djerid, il deserto di saleChott El Djerid, il deserto di sale

..."Mirage, mirage", mi grida El Kir. Avremo già percorso una cinquantina di chilometri, ne rimangono altri ottanta prima di uscire dal Chott ed arrivare all'oasi di Douz.

Apro gli occhi. El Kir indica qualcosa alla nostra destra.

"La mer", esclamo io. Il mare. E' impressionante. Sembra che a mezzo chilometro dalla strada ci sia il mare, con i suoi scogli, le sue insenature, le sue barche, i suoi moli.

Provo a chiudere gli occhi e a riguardare. L'impressione è sempre quella, anzi, più forte: il mare...

 


Diario

Non viaggio mai senza il mio diario.
Uno deve sempre avere qualcosa di sensazionale
da leggere sul treno.

Oscar Wilde (1854-1900)

Riporto brevemente alcuni passi dal mio diario, ancora in fase di rielaborazione...

 

Pensieri...

Tasselli di un mosaico...

Tante pietrine colorate che si incastonano e danno forma a qualcosa di più grande, complesso.

Ed io che giorno dopo giorno incollo e sposto e costruisco tasselli nuovi... e non so forse perché.

A volte il perché lo sappiamo prima o dopo. Durante? No, un ricordo diviene fantastico perché così lo ricordiamo.

E un sogno, una speranza realizzata sono così belli e meravigliosi perché c'era il nostro entusiasmo, il nostro amore a spingerli.

Ma torniamo ai tasselli...

 

In viaggio...

"Questa terra è come un grande mosaico", mi dice Meyed. Sorrido, solo pochi giorni prima avevo pensato alla mia vita come ad un mosaico.

Un mosaico a cui mancavano diverse tessere, incompleto ma variopinto. Un unione di stili, di forme.

Strano visto da vicino, da lontano forse bello. Ma questo non lo so, non posso allontanarmi dalla mia vita per osservarla. Ascolto le sue parole semplici e lente.

"Un mosaico che l'uomo ha costruito con pazienza, con il tempo, dominazione dopo dominazione, popolo dopo popolo. E le tracce sono qui, in questa gente.

Nei berberi che si sono rifugiati sulle montagne per sfuggire all'arrivo dell'Islam.

Nei neri che, deportati dal Senegal e dalla Costa d'Avorio come schiavi sono diventati liberi in questa terra.

Negli israeiliti, portati dal commercio.

Nei punici, nei romani che hanno dato strade e ponti, arte e cultura.

Nei beduini, che hanno percorso le grandi vie delle carovane per portare merci e spezie da una costa all'altra dell'Africa.

Nei trogloditi di Matmata, per i quali il tempo si è fermato duemila anni fa".

 

Chott el Djerid

El Kir mi scrolla dal mio torpore. Sono appoggiato al finestrino del Range Rover e nonostante i continui scossoni della carreggiata dissestata riesco quasi a dormire.

Percorriamo a ritroso il Chott el Djerid, il deserto di sale. Una depressione un tempo ricoperta dal mare e prosciugatasi in seguito. Adesso è un'immensa distesa bianca, di sale. La strada la divide in due parti.

Alla mia destra, ora che andiamo verso Douz, si estende l'infinito, il piatto desolante, affascinante deserto bianco.

A sinistra, si scorge ad una cinquantina di chilometri una catena montuosa. E' quella del Ibn Fej, che si innalza in una distesa surreale, che pare di ghiaccio.

"Mirage, mirage", mi grida El Kir. Avremo già percorso una cinquantina di chilometri, ne rimangono altri ottanta prima di uscire dal Chott ed arrivare all'oasi di Douz.

Apro gli occhi. El Kir mi indica alla nostra destra. "La mer", esclamo io. Il mare. E' impressionante. Sembra che a mezzo chilometro dalla strada ci sia il mare, con i suoi scogli, le sue insenature, le sue barche, i suoi moli. Provo a chiudere gli occhi e a riguardare.

L'impressione è sempre quella, anzi, più forte: il mare. El Kir mi indica la direzione delle montagne. Qui pare che addirittura un intero villaggio fluttui alla base del monte.

"Le oasis de Tozour. Regarde. Maintenant, il y a deu", mi fa segno El Kir di guardare alle mie spalle. Si vede ancora in lontananza Tozeur, con la sua oasi, una striscia verde all'orizzonte.

Ma adesso le oasi sono due, una sopra l'altra. Due macchie verdi sovrapposte e separate da un lembo di deserto.

Mi giro ancora alla mia sinistra. Guardo il mare, cioè il deserto. E' quello che mi colpisce di più. E' così, così reale. Sembra di aver al lato una gigantesca spiaggia, un placido mare calmo, scosso solo dai riflessi del sole.

 


Musica

La terra ha musica
per coloro che ascoltano.

William Shakespeare

Nella vita tunisina la musica ricopre una parte fondamentale, accompagnando quasi ogni momento.

Gli strumenti tipici della musica locale sono i flauti (zoukra e mezued) e le percussioni (tabla, bendir e darbuka). Questi strumenti danno origine al tradizionale e nostalgico Malouf, introdotto in Tunisia dagli Andalusi.

Da non perdere inoltre il Rai, dove la musica tradizionale si mescola tra strumenti antichi e moderni. La sua patria è l'Algeria, ma è diffusissimo anche in Marocco e Tunisia.  Tra gli artisti più significativi: Cheika Remitti, algerina. L'elegantissima, affascinate e vitalissima signora del Rai.

Altri musicisti famosi sono: Cheb Tahar, Mohamed Amine, Khaled. Mohamed Amine si distingue per la sua musica dall'atmosfera affascinante, avvolgente ed eterea. Ascoltatela se ne avete occasione.

Dimenticavo... la danza del ventre è oramai una mera attrazione turistica, priva di autenticità. Sappiatelo...


Letteratura

 

Non esiste vascello
che come un libro
ci sa portare
in terre lontane.

Emily Dickinson


Il mondo arabo rappresenta indubbiamente uno scenario culturale interessantissimo. La Tunisia è probabilmente uno dei paesi che permette di costruire un ponte tra il mondo europeo ed il mondo islamico. A seguito consiglio alcune letture.

 

AA. VV. - Corano
-

Il Corano, primo indispensabile approccio per comprendere più a fondo i popoli islamici. E' il libro della rivelazione, dello spirito. Ad esempio, in Tunisia la costituzione sancisce: "La Tunisia è uno stato indipendente di religione islamica", definendo dunque una netta separazione tra civile e religioso. Bisogna comunque ricordare che in altri paesi il Corano è tuttora testo giuridico, in base al quale si regola dunque non solo lo spirito ma anche la legge...

 

Tunisia - Autori vari
-

Aicha Chaibi e Aroussa Nellouti sono due donne che primeggiano nella vivace produzione letteraria tunisina. E' giusto dare loro i posti d'onore. Altri autori sono: Ezzedine Madani, Rashid Hamzaoui e Abdelkader Ben Cheikh. A voi la scoperta.

 

Altri autori, assieme a questi, sono indicati in una sezione generale di scrittori di viaggio. A voi completare l'opera: Letteratura di viaggio

 
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Samuel Johnson, Johnsoniana, 1776
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